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mercoledì 14 marzo 2012

iAp Cracker

iAp Cracker è un geniale tweak che ci consente di rendere tutti gli in-app purchase completamente gratuiti.
Quest’applicazione funziona con ogni tipo di iDevice ed è effettuabile solamente su dispositivi aventi il Jailbreak. Grazie ad essa riusciremo ad ottenere vari contenuti che in realtà avremmo dovuto pagare, rendendo quindi molto più semplice il gioco.
Andiamo a vedere come funziona iAp Cracker, il crack per l’in-app purchase!
A volte, dopo aver scaricato gratuitamente o anche pagato un’applicazione, troveremo all’interno di essa uno store o un mercato dove è possibile acquistare contenuti specifici per il gioco, come monete extra per sbloccare armi avanzate o nuovi livelli. Questi contenuti andrebbero pagati, ma grazie ad iAp Cracker riusciamo a comprare tutto ciò senza spendere un soldo. 
Per installare iAp Cracker abbiamo bisogno di:
  • Un qualsiasi dispositivo iDevice jailbrekkato
  • Le repo di Xsellize oppure Bite Your Apple installate
Apriamo Cydia e dirigiamoci nella schermata Cerca, digitiamo quindi iAp Cracker per trovare i risultati e installarlo. Al riavvio della springboard l’applicazione sarà già dentro al nostro dispositivo e quindi utilizzabile.
Testiamo immediatamente iAp Cracker su un qualsiasi gioco, quindi apriamolo e dirigiamoci nel suo store interno per comprare un qualsiasi contenuto. Premete il pulsante Buy senza paura e noterete che l’oggetto o le monete che volevate sono state immediatamente acquistate.
Se per caso, durante un acquisto, si aprisse la schermata di accesso all’App Store, significa che iAp Cracker non è ancora compatibile con quell’applicazione: questo è l’unico caso in cui non dovrete continuare l’acquisto, o spenderete. Ciò che dovrete fare sarà aspettare un aggiornamento di iAp Cracker, che certamente implementerà anche l’app che non riuscivate a craccare. 

iAd Network

iAd reaches millions of iPhone, iPad and iPod touch users around the world in their favorite apps. With the iAd Network, you can reach the Apple audience, the world’s most engaged, influential and loyal consumers. This audience:

Has installed more than 15 billion applications
Has purchased over 315 million iOS devices
Spends, on average, 73 minutes per day using apps
Engages with iAd ads for an average of 60 seconds per visit

Each ad is shown only to the audience you want to reach, in the apps they love and use the most. 
Our highly-effective targeting can leverage demographic data, as well as unique interest and preference data that taps into user passions that are relevant for your brand. 
Whether they are reading the news, playing a game or checking the local weather, your ad will make an impact.

lunedì 12 luglio 2010

Videochiamate su iPhone 4, querelle tra Skype e Fring

A distanza di pochi giorni dal lancio delle videochiamate su iPhone Fring è costretta ad uno stop:Skype minaccia un'azione legale e il supporto della funzione attraverso il popolare servizio di comunicazione viene disabilitato. Querelle in corso tra le due società.

Querelle a suon di minacce di azioni legali e con toni aspri tra Skype e Fring e di mezzo c'è il supporto alle videochiamate su iPhone. La vicenda, che  ha già portato alla chiusura del servizio di video su account Skype atraverso il software Fring, è partita qualche giorno fa quando la società inglese ha attivato sul suo client, la possibilità di effettuare videochiamate, sia tramite lo stesso Fring che con i contatti Skype e, ancora più importante, funzionava sia tramite rete WiFi che 3G. La novità è stata accolta positivamente, anche perché l’applicazione ufficiale di Skype non permette di effettuare videochiamate.
La funzionalità è stata messa in evidenza da molti media perchè Fring era la prima realtà a rilasciare un simile client, neppure Skype è infatti in grado di fare una cosa del genere usando iPhone. Comprensibile anche il gran numero di utenti che hanno provato ad usare il servizio con un conseguente abbassamento della qualità delle comunicazioni. Ma se in molti erano felici della possibilità di comunicare in video, Skype non poteva esserlo altrettanto sia per ragioni tecniche che per ragioni, probabilmente, di concorrenza. Di qui una questione iniziata, da quel che si legge, con una richiesta amichevole e terminata con la decisione di Fring di ritirare il supporto. In mezzo tutta una excalation che si palesa con comunicati incrociati di cui l'ultimo (per ora) è di Skype e con il quale si accusa Fring di avere fatto uso indebito delle tecnologie Skype e di avere danneggiato il brand Skype sia per la cattiva qualità delle comunicazione e poi con l'improvviso ritiro del supporto.
Da parte sua Fring, che aveva avuto in effetti alcuni problemi di qualità nel supportare la videochiamata, ha accusato Skype  "un tempo alfiere della comunicazione aperta" di avere "bandito la competizione dopo che Fring ha assunto il ruolo di protagonista dell'innovazione nella comunicazione mobile". Fring, in particolare, accusa Skype di rifiutare la riattivazione del servizio video dopo l'adegumento della capacità dei server Fring.
Skype, per iniziativa del suo rappresentante legale Robert Miller, nega di avere bloccato Fring: "circa un'ora fa - si legge su un blog - Fring ha affermato che abbiamo bloccato il loro accesso a Skype.Voglio che sia chiara una cosa: questo è falso".
Le due verità, apparentemente inconciliabili, potrebbero forse esserlo leggendo tra le righe; Skype potrebbe non avere fatto nulla per impedire tecnicamente la connessione video con i suoi utenti via Fring, ma potrebbe non avere concesso l'autorizzazione esplicita sotto il profilo legale di cui Fring potrebbe a questo punto avere bisogno, visto che Skype ha altrettanto esplicitamente detto che quel che il client Fring faceva era contro le norme che regolano l'uso di alcuni protocolli proprietari e le API ad esse connessi.